Nell'under 15 il girone unico da tre viene vinto da Danilo Piccione del CCT Siracusa.
13.2.06
Berselli vince a Catania nell'open di prima fascia
Nell'under 15 il girone unico da tre viene vinto da Danilo Piccione del CCT Siracusa.
10.2.06
Comunicato dalla FISCT: Paolo Finardi è il nuovo responsabile del settore giovanile e femminile
Il Dipartimento Sport comunica che l’incarico di responsabile del settore giovanile (under 15 e under 19) e femminile è stato affidato al Sig. Paolo Finardi. Il mandato avrà durata biennale con la possibilità di proroga per il biennio successivo. Il Dipartimento Sport, e tutto il Consiglio Federale FISCT, ringraziano il Sig. Finardi per aver accettato un incarico di così grande responsabilità e augurano, a lui ed a tutti i suoi eventuali collaboratori, di ottenere i massimi risultati possibili, in linea con la tradizione del calcio da tavolo italiano. 7.2.06
Tornei Open di prima fascia del 5 Febbraio
A Torino, vittoria per Michelangelo Mazzilli (Warriors Torino), che socnfigge in finale Lucio Canicchio (Triestina) per 2-1. Semifinalisti Jon Scotta e Finardi.
A Dolo (Ve), vittoria per un redivivo Alessandro Mastropasqua (Serenissima Dolo), che si impone per 1-0 sul triestino Roberto Iacovich. Semifinalisti Pizzolato e Righetto.
A Pistoia, nel torneo con più partecipanti, si afferma Daniele Bertelli del Granducato Pisa, che sconfigge nella finale il compagno di club Maurizio Colella per 3-2. Semifinalisti Nicchi ed il romano Scatamacchia.Nei veterani vittoria di Simone Faraoni del CS Firenze.
Scendendo più a sud, a Sessa Aurunca (Ce), vince il napoletano Marco Borriello (ASC Bari), in finale contro Andrea Casentini (CCT Roma) per 2-1. Semifinalisti i due sessani Riccio e Stoto.
Infine a Fuscaldo (Cs), nel raggruppamento calabrese, si afferma ancora una volta Maurizio Cuzzocrea (SC Cosenza), che sconfigge in finale per 3-2 Alfredo Soria (AS San Francesco Paola). Vittoria nell'under 15 per Raffaele Mantuano (As San Francesco Paola).
Risultati
6.2.06
Anche ad Elbeuf si parla italiano!
Continua il dominio italiano nei tornei all'estero importanti, ed anche ad Elbeuf la regola viene confermata con quattro titoli conquistati nel Major francese, il primo della stagione. Cominciamo dal sabato, giornata tradizionalmente legata al torneo a squadre, dove la finale, come capita sempre più spesso nei major, è quella stratosferica tra Eagles Napoli e ACS Perugia. I napoletani degli Eagles si impongono per 2-1 e portano a casa il primo trofeo della stagione, dopo aver travolto tutti gli avversari nei turni precedenti. Semifinalista anche la Reggiana (eliminata dal Perugia) insieme ai belgi dello Charleroi, che avevano stoppato la corsa dei Tigers di Bologna ai quarti, facendo sfumare così lo storico poker di squadre italiane tra le prime quattro.Nella categoria individuale principe, l'open, trionfa Massimo Bolognino (nella foto), che vince al golden goal (2-1) contro lo spagnolo Flores. Semifinalisti Nastasi, eliminato dallo spagnolo, e la "tigre portoghese" Loureiro. Anche nei veteran vittoria italiana, con l'infinito Renzo Frignani. Semifinalista Marinucci. Ma le soddisfazioni non sono finite qui perchè Mattia Bellotti si aggiudica il torneo under 15, sbaragliando la concorrenza e consacrandosi campione a livello internazionale. Infine anche nella categoria under12 il napoletano Palmieri sfiora l'impresa.1.2.06
Lamberti: “Ecco la mia formula azzurra"
"Lamberti: “Ecco la mia formula azzurra" di Giuseppe Silvestri
Valore + rendimento x motivazione = forza reale. Chi sogna l'azzurro del calcio da tavolo si segni la formuletta e cerchi di applicarla come meglio può, perché sarà proprio la "forza reale" l'unica strada per arrivare in nazionale. Il neo commissario tecnico dell'Italia ha le idee chiare. E non le manda a dire. La sua prima intervista ufficiale dopo la nomina è l'occasione giusta per mettere i puntini sulle i e Marco Lamberti da Reggio Emilia non se la lascia sfuggire. Spiega quale metodo di lavoro utilizzerà per scegliere i suoi alfieri, per continuare a vincere e far crescere una nuova generazione di campioncini azzurri.
"Nell'allestimento della squadra - spiega - valuterò in particolare la forza effettiva dei giocatori. Per forza effettiva intendo la combinazione tra il valore assoluto e il rendimento della stagione. Non basterà avere un "nome importante" per assicurarsi un posto in azzurro, ma chi aspira alla nazionale dovrà far parlare anche i risultati. Viceversa non sarà ovviamente sufficiente per un giocatore di secondo piano fare un solo colpo in un torneo pur importante per aspirare alla convocazione".
Lamberti, insomma, li vuole "belli e famosi" o meglio "campioni e in forma". Non basta. Ci vorrà anche un terzo ingrediente, quello della motivazione: "Chi vuole giocare con la maglia dell'Italia deve dimostrare coi fatti di tenerci. Ad esempio non rifiutando la convocazione in occasione delle amichevoli".
Amichevoli, parolina magica. Il nuovo commissario tecnico ha chiesto alla Federazione di organizzarne almeno due prima dei mondiali. La prima dovrebbe disputarsi proprio a Reggio Emilia in occasione dell'andata della serie A, la seconda al Major di Bologna. "Tengo molto a questi incontri, perché dovranno servire anche per far crescere quei giocatori che sono ai confini dell'azzurro, ma che hanno avuto poche possibilità fino ad ora. E' mia intenzione, ad esempio, convocare almeno tre esordienti in occasione dell'amichevole di Reggio, da disputare probabilmente contro una formazione all stars, composta dai migliori stranieri delle nostre squadre di A".
Archiviati gli aspetti più tecnici, parliamo anche di sensazioni ed emozioni. Ad esempio, cosa ha provato quando gli hanno chiesto di guidare la nazionale? Riflette, poi ammette con sincerità: "Sono stato colto di sorpresa. In un primo momento ho stentato a credere che fosse tutto vero, rimanendo letteralmente di sasso. Pensavo di non accettare. Poi ho fatto alcune considerazioni. Ad esempio che questo è in assoluto lo sport che gioco meglio, maggiormente conosco e amo profondamente. E allora perché dire di no? Sono orgoglioso di ricoprire questo ruolo e cercherò di farlo nel migliore modo possibile".
Senza il timore di dover affrontare una eredità pesante o di commettere errori: "Ho pensato che non devo dimostrare niente a nessuno. Mi spiego: che l'Italia abbia i giocatori più forti del mondo si sa già. Poi è chiaro che le partite durano mezz'ora e in quella mezz'ora ci può stare anche la sconfitta. Di certo farò tutte le mie scelte in serenità e senza condizionamenti di sorta, naturalmente applicando quelle che sono le mie idee".
Il discorso si sposta sul movimento calciotavolistico in generale: "La crescita esponenziale che stiamo vivendo è ovviamente un fattore particolarmente positivo. E' bello accendere il computer e trovare continuamente nuovi club che nascono, giocatori che si riavvicinano alla disciplina o iniziano a praticarla. Dopo anni di immobilismo, tutto ciò è esaltante. Complessivamente mi pare che le cose pian piano stiano cambiando. Il rammarico è quello di non riuscire fino in fondo a trasformare la nostra disciplina in sport. Non credo che in Italia ci siano meno giocatori di Subbuteo che di tennis, però molti non sanno nemmeno dell'esistenza di una federazione e di un settore agonistico. E sappiamo che con numeri esigui non è mai facile confrontarsi con le istituzioni sportive, Coni in testa".
Due parole anche sulle polemiche nate intorno alla scelta di Catania per il ritorno del campionato di serie A. "Le polemiche a priori non mi piacciono. Io credo giusto che ogni città abbia la possibilità di ospitare un evento così importante e Catania non fa eccezione. Sono convinto che i siciliani organizzeranno una bella manifestazione". E la riforma agonistica? "La perfezione è impossibile da raggiungere e c'è sempre qualcuno che si lamenta. La miglior cosa è provare per poi tirare le somme. Personalmente credo che sia inutile fare 10mila tornei, meglio puntare sulla qualità. Sono favorevole, inoltre, alla convocazione ai mondiali automatica per il primo del ranking Italia".
Infine un consiglio a chi si riavvicina al gioco dopo anni di "astinenza": “Intanto non abbattersi davanti ai primi risultati negativi. Continuare ad allenarsi, a giocare e, quando possibile, a disputare tornei. Le scoppole sono utili, aiutano a crescere. Poi è importante osservare come giocano gli atleti più capaci: guardare e apprendere. Migliorare è solo una questione di tempo e di volontà". E sognare la nazionale si può: valore + rendimento x motivazione. Semplice no?
La scheda